Matteo Azzali e il suo desiderio di avere un figlio

I ragazzi della palestra sono come dei figli per Matteo, tuttavia l'uomo rimpiange di non aver avuto una famiglia

Pur essendo entrato da poco, Matteo sta raccontando molto di sé stesso e sta condividendo con gli altri compagni idee e valori personali. Si descrive come un uomo serio, inquadrato, poco incline a cambiare donne di continuo, sebbene in apparenza potrebbe sembrare il contrario.

Senza mezzi termini, Domenico chiede come mai Matteo non abbia un figlio. Con rammarico, il pugile ammette di non aver trovato la persona giusta con cui mettere su famiglia. La sua vita è intensa, per cui non è stato facile trovare una donna che potesse comprendere le sue esigenze. Adesso sta frequentando una partner con cui riesce a ritagliarsi del tempo prezioso. Si tratta di una ragazza forte e comprensiva. 

"A me piacerebbe un figlio" ammette l'uomo. Tuttavia, è consapevole di non avere più trent'anni. 

Domenico lo ascolta attento, riporta con una frase la sua esperienza: lui un figlio lo ha avuto a soli venticinque anni. Serve tanta forza mentale per crescere un bambino o una bambina. 

Matteo si rincuora pensando che i giovani che allena in palestra siano per lui come dei figli. Per i più grandi, l'uomo rappresenta un fratello maggiore, per gli adolescenti una guida da seguire. Definisce i piccoli pugili i suoi cuccioli e non nasconde l'emozione di vederli combattere durante le competizioni. "Quando li porto sul ring mi viene da piangere" dice l'uomo. 

Seguire quei ragazzini è diventata una missione di vita e Matteo è contento di averli salvati attraverso lo sport. Ha garantito loro un futuro e si augura che possano diventare degli uomini ammirabili ancora prima di essere dei grandi campioni.

Domenico lo invita a non perdere la speranza riguardo alla possibilità di avere un figlio. Nella vita mai dire mai!