"Porto sempre con me la sua sciarpa"
"Porto sempre con me la sua sciarpa"

"Porto sempre con me la sua sciarpa"

Filippo parla della sua passione per il calcio, legata a suo padre

Mentre gli altri Inquilini gustano una Amatriciana per cena, Filippo non può proprio rinunciare alla sua squadra del cuore, la Roma!

Si siede in giardino, in attesa di qualcosa dall’esterno che possa fargli capire gli esiti della partita di stasera. Lucia teneramente lo avvolge in un piumone per scaldarlo e, per sdrammatizzare, gli dice “Dai, ti metti qui seduto e fingi di vederla sul maxi schermo!". A turno gli Inquilini gli fanno compagnia. Alberto, Luigi e Veronica si siedono accanto a lui, parlano dell’atteggiamento di Aida, ma niente, lui non demorde, nulla puo’ distrarlo!

Mentre gli altri concorrenti cenano e scelgono un menu per domani, ci sono Aida e Veronica ora accanto a Filippo. Portano un piatto di pasta anche a lui. Parlano a lungo di viaggi e passioni. “Tu quanto hai vissuto a Roma?” chiede Filippo a Veronica. Lei gli racconta di aver vissuto in varie città in Italia, ma di essere cresciuta a Santa Marinella, piccola cittadina sul mare vicino Roma. Anche Aida parla della bellezza delle città italiane, in particolare, Siena e Firenze. Continuano a parlare, poi finalmente, un segnale di vittoria arriva. Filippo alza gli occhi al cielo “Un goal l’abbiamo fatto per me, cento per cento!” dice.

Un segnale importante per Filippo, non solo per la sua passione calcistica, ma anche perché questo gli ricorda suo padre: “Da quando ero piccolo, ricordo i vizi di mia madre. Mio padre è sempre stato severo. Lui mi ha fatto due regali fuori dalle feste. Uno di questi? Ero all’asilo e viene a prendermi prima per portarmi allo stadio. Da quando avevo 6 anni vado sempre allo stadio. Poi dato che mi piaceva tanto ha deciso di portare anche mia mamma per stare la domenica tutti insieme. Quindi per me vedere la partita senza papà non ha senso. E’ morto 4 anni fa, per una malattia, l’abbiamo scoperto tardi. Abbiamo potuto godere di un altro anno, sapevamo che non si poteva curare, lui no. L’ultimo anno andavamo sempre allo stadio insieme. Per me da quando non c’è più le partite hanno un senso diverso…mi manca di abbracciarlo. Ho una sciarpa a casa, era la sua e ha ancora il suo profumo, la porto sempre con me”.

Aida è commossa “Può essere anche qualcosa di bello che ti ricorda di lui”. Filippo le risponde sospirando “Ho avuto la fortuna di averlo vissuto e di essere stato amato. Cosa penserebbe del mio essere qui? Non lo so…mi è sempre piaciuta anche la televisione, conoscere persone di questo mondo. E’ un’esperienza di vita”.